domenica 29 maggio 2011

tucidide

[30] Dopo questi eventi, quando si era ormai a metà dell'estate, si verificò la partenza alla volta della Sicilia. Alla maggior parte degli alleati e alle navi da trasporto e a tutto l'apparato bellico che seguiva era stato detto in precedenza di riunirsi a Corcira perché da là avrebbero attraversato riunite il mar Ionio, fino al capo Iapigio: gli Ateniesi invece, e, se vi erano degli alleati, dopo essere scesi al Pireo, nel giorno stabilito, all'alba [2] prepararono le navi per salpare.Scese insieme anche il popolo intero, per così dire, quello che c'era nella città, sia di cittadini che di stranieri, quelli del luogo accompagnando ciascuno i loro cari, chi i compagni, chi i parenti, chi i figli e andando al tempo stesso con speranza delle terre che avrebbero conquistato e con tristi presagi se mai li avrebbero rivisti, considerando che potente spedizione stavano inviando dalla loro terra. [31] Nella circostanza presente, quando ormai stavano per lasciarsi tra di loro nei pericoli, si facevano strada in loro pensieri più angosciosi di quando avevano deliberato di fare la spedizione. Ciò nonostante riprendevano coraggio dallo spiegamento di forze presente per la gran quantità di cose che vedevano. Gli stranieri invece e il resto della massa venne per la visione come di fronte a una iniziativa grandiosa e incredibile. Questa spedizione infatti, che per prima partì da una sola città con un esercito greco, fu la più imponente e la più ricca tra quelle di quell'epoca. [6] E infine la spedizione divenne famosa per lo stupore legato all'aufacia della spedizione e per lo splendore dello spettacolo non meno che per la superiorità dell'esercito rispetto a coloro che lo attaccavano e per il fatto che si allestì allora una spedizione gigantesca dalla patria e con una grandissima aspettativa per il futuro in relazione alla situazione presente.

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