domenica 18 dicembre 2011

300 O Tiresia, che osservi tutto, ciò che è insegnabile e ciò che non è comunicabile, le cose del cielo e quelle della terra, anche se non vedi tu comprendi tuttavia in quale male la città convive e di essa te solo noi troviamo come salvatore.
305 Febo, infatti, se non hai sentito dire qualcosa dai messaggeri, mandò a dire a noi, che avevamo mandato a consultarlo, che sarebbe giunta una sola liberazione da questa malattia se, venuti bene a conoscenza di coloro che uccisero Laio, li uccidessimo o li scacciassimo esuli dalla terra.
310 Tu dunque, non negando nè il responso degli uccelli, nè se hai qualche altra via di divinazione, salva te stesso e la città, salva anche me e allontana ogni contaminazione del morto, infatti siamo nelle tue mani: che un uomo sia utile con ciò che ha e può è la più bella delle fatiche.
316 Ahimè, come è terribile capire quanto non è utile per chi capisce: infatti io, pur sapendo bene queste cose, le eliminai; non sarei dovuto venire qui.
Che c'è? Come sei giunto scoraggiato.
320 Lasciami tornare a casa; assai facilmente sopporteremo tu il tuo e io il mio destino se mi darai ascolto.
Dicesti cose nè conformi alle leggi nè amiche nei confronti di questa città che ti allevò, privandola di questo responso.
Vedo che neppure per te le tue parole sono opportune: dunque, perché io non subisca la stessa cosa..
326 Per gli dei, non andartene se comprendi, poiché noi tutti qui supplici ci prostriamo davanti a te.
Tutti infatti, non comprendete: ma che io non riveli mai i miei mali, perché non riveli anche i tuoi.
330 Che cosa dici? Pur sapendo non parlerai, ma pensi di tradirci e di mandare in rovina definitivamente la città?
Io non farò soffire nè me nè te: perché invano mi interroghi su queste cose? Infatti non potresti venire a saperle da me.
O il più scellerato tra gli scellerati, e infatti tu indurresti alla collera anche una natura di pietra, non parlerai una buona volta, ma ti dimostrerai così crudele e intrattabile?
337 Hai rimproverato il mio temperamento, mentre non hai visto il tuo che abita insieme a te, ma biasimi me.
339 Chi infatti, udenddo tali parole non si adirerebbe, per mezzo delle quali ora tu disonori la città?
Le cose andranno da sè anche se io le copro con il silenzio.
Ebbene, è necessario che tu mi dica le cose che arriveranno.
Non intederei dire oltre: per queste cose, se vuoi, arrabbiati della collera più selvaggia.
345 E certamente non tralascerò nulla, nello stato di collera in cui sono. Sappi infatti che mii sembra che tu abbia contribuito a tramare il delitto e lo abbia attuato, per quanto non uccidendo con le tue  mani, ma se tu per caso ci vedessi, direi che anche questa azione sia opera solo tua.
350 Davvero? Ti ordino di rimanere fedele al bando che hai proclamato e a partire da questo giorno non rivolgere la parola né a costoro né a me poichè tu sei secondo me l'empio contaminatore di questa terra.
Così impudentemente haipronunciato questa parola e dove pensi di sfuggire a questo?
355 Sono già sfuggito: infatti nutro la verità che è forte.
Istruito da chi? Infatti non certo dall'arte profetica.
Da te: tu infatti mi hai indotto a parlare contro la mia volontà.
Quale discorso? Dillo di nuovo, perché io lo comprenda meglio.
360 Non hai capito prima? Oppure mi metti alla prova nel parlare?
Non l'ho capita in modo tale da poterla dire cosa conosciuta: su, parla di nuovo.
Affermo che tu sei l'assassino dell'uoo che cerchi.
Ma non gioendo in qualche modo dirai due volte sciagure.
Dovrei dire dunque anche qualcos'altro, perché ti adiri di più?
Quanto desideri: poiché sarà detto infano.
365 Dico che non ti accorgi di avere rapporti nella maniera più turpe con i più cari, e non vedi neppure in quale sciagura ti trovi.

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