domenica 11 dicembre 2011

DE IRA

I,1 O Novato, hai voluto a tutti i costi che io trattassi del rimedio all'ira e, in effetti, mi pare che tu abbia decisamente temuto questa passione, ch'è - fra tutte - la più ripugnante e la più sfrenata.
Nelle altre, infatti, si mantiene comunque una certa temperanza; mentre questa, invece, è tutta un fuoco e brucia nel tormento furioso dello sdegno e del rancore, folle d'un delirio disumano di armi sangue supplizi, decisa a nuocere agli altri mentre di sé non si cura: con veemenza si espone impavida perfino alle armi, bramosa di una vendetta che pur trascinerà con sé il vendicatore.
I,2 Per tal motivo, certuni sapienti han definito l'ira una pazzia rapsodica; e infatti, allo stesso tempo, essa non è padrona di sé, mette da parte il decoro, trascura i rapporti sociali, testardamente presa e coinvolta verso ciò che ha cominciato, refrattaria al buon senso e ai buoni propositi, resa inquieta da futili motivi, incapace di discernere ciò ch'è giusto e ciò ch'è vero, in tutto simile alle macerie, che rovinano su ciò che hanno già travolto.
I,3 Allora, affinché ti sia chiaro che quelli invasati dall'ira non sono affatto individui normali, osserva già, di per sé, il loro aspetto; come, infatti, uno sguardo sfrontato e minaccioso, una fronte aggrottata, un volto truce, un andamento sconnesso, uno smanacciare frenetico, un colorito alterato, un respiro affannoso e veloce son sintomi manifesti di pazzia, così, praticamente identici, si delineano i sintomi dell'ira:
I,4 occhi accesi e strabuzzati, rossore diffuso per tutto il volto - per via del sangue che affluisce dal fondo dei precordi, labbra che fremono, denti che digrignano, capelli che si levano ritti, respiro forzato ed ansimante, stridente dinoccolarsi di articolazioni, gemiti sommessi e tenebrosi, una loquela precipitosa e sconclusionata, mani che non stan ferme un momento e piedi che scalpitano: insomma, tutto il corpo è un sol fremito, minacciosamente proteso ad esplodere nell'ira. E', dunque, orribile e pauroso a vedersi l'aspetto di coloro che l'ira rende alterati e deformi.
I,5 Non sapresti deciderti se definirla - l'ira - un difetto detestabile, o piuttosto brutto. Gli altri difetti c'è modo di dissimularli e di nutrirli nell'intimo; l'ira, invece, trapela e si manifesta in volto, e quanto più è grande, tanto più s'accende.

Nessun commento:

Posta un commento