domenica 5 giugno 2011

Ode a Taliarco

Vedi come si innalza, candido per l'alta neve il Soratte, né ormai sostengono il peso le selve affaticate e per il gelo acuto, i fiumi sono ghiacciati.(5) Dissolvi il freddo buttando legna sul fuoco largamente e più abbondantemente cava o Taliarco,il vino vecchio di quattro anni dall'alnfoa sabina. Lascia il resto agli dei, che appena hanno quietato(10) i furiosi venti sul mare fervido né i cipressi né i vecchi frassini sono agitati. cosa verrà domani, evita di chiedere, e qualunque giorno ti darà il destino, (15)segnalo come guadagno non disprezzare i dolci amori o fanciullo,né le danze, finchè sei nel fiore degli anni lontano dalla canizia scontrosa. Ora il campo e le piazze e lievi sussurri sul far della notte sono ripetuti all'ora convenuta.(20) Ora il riso gradito traditore della fanciulla che si nasconde nel nascosto angolo e il pegno d'onore strappato alle braccia o al dito che male resiste.
(Ode tratta da ALCEO)
Zeus scatena la pioggia e dal cielo si scatena grande tempesta. Le correnti dei corsi d'acqua si sono fermate. [...] Disperdi il freddo aumentando la fiamma e versando vino dal sapor del miele senza risparmio,e poi avendo fasciato il capo con soffice lana..

Nessun commento:

Posta un commento