domenica 5 giugno 2011

Ritratto di Scipione

(3)Fu in verità Scipione degno di ammirazione nn sl x le sue effettive virtù ma incline alla loro ostentazione an che x una certa abilità sin da quando era giovane (4) compiva la maggior parte delle sue azioni davanti al pubblico dicendo che gli era stato consigliato o da visioni notturne o da un’ispirazione divina, sia che egli stesso fosse di animo dominato da una certa religiosità sia xk la gente eseguiva gli ordini e le decisioni senza indugio come se fossero giunti dal responso di un oracolo (5) a questa credenza preparando gli animi dei romani fin dall’inizio,dal momento in cui indossò la toga virile in nessun giorno trattò qualche affare né pubblico né privato prima che si fosse recato in campidoglio ed entrato nel tempio si fosse seduto e x lo + solo,in raccoglimento,trascorresse il tempo in quel luogo (6) qsta abitudine che conservò x tt la vita,sia di proposito sia x puro caso suscitò fiducia presso qualcuno alla diffusione opinione che egli fosse un uomo di stripe divina (7) e richiamò in vita la diceria favoleggiata prima sul conto di ale magno, pari e x vanità e x carattere fiabesco,ke fosse nato dall’accoppiamento di uno smisurato serpente e che nella stanza di sua madre era stato vista molto di frequente l’apparizione di quel prodigio ma che con la venuta di + xsn all’improvviso si snodava e scompariva agli sguardi (8) l’attendibiltà di qsti prodigi da lui nn fu mai esclusa anzi piuttosto con una sorte di arte l’accrebbe, nn negando che così fosse all’incirca, e nn affermandolo.apertamente (9) molti altri fatti dello sts genere,alcuni veri,altri simulati avevano oltrepassato a riguardo di quel giovane i limiti dell’ammirazione x un uomo;riponendo fiducia in qste cose la cittadinanza accordò a un giovane di età x niente matura un’impresa così responsabile e un così imp comando.

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