domenica 5 giugno 2011

Aut prodesse

I poeti si propongono di giovare o di dare piacere,oppure di dire a un tempo cose piacevoli e utili alla vita.
(335) Breve, in ogni caso, sia il tuo insegnamento, perché lo spirito di chi vuole imparare afferri subito le tue parole e le ritenga fedelmente a lungo:il superfluo trabocca da un cuore ricolmo. Siano verosimili le cose che s'inventano per dilettare;nessun racconto può pretendere d'essere creduto in tutto ciò che vorrà:
(340) è assurdo che la strega Lamia partorisca vivo il fanciullo che ha mangiato.Le schiere degli anziani disapprovano le opere che non abbiano a fondamento l'utile; superbamente i Ramni passano sotto silenzio l'arte severa;è approvato da tutti chi ha unito l’utile al piacevole, divertendo e insieme ammonendo il lettore.
(345) Il suo libro sarà un affare per gli editori Sosio, passerà il mare e, per la fama, prolungherà nel tempo la vita dello scrittore.Ci sono colpe però che vorremmo perdonare: perché la corda non sempre risponde col suono giusto alle intenzioni della mano e della mente, e lo emette acuto quando lo si vorrebbe grave,
(350) o perché non sempre l'arco colpisce l'oggetto minacciato.In un carme che risplende tutto di luce,
piccole macchie, lasciate cadere per incuria o per imprevidenza umana, non mi offendono. E allora?
(355) Come un copista, che per quanto avvisato commette sempre gli stessi errori, non è scusabile, o un suonatore di cetra, che sbaglia sempre lo stesso accordo, ci fa ridere, così chi ha troppe pecche è come quel Chèrilo, che io ammiro sorridendo quando raramente esce in qualche bel verso,mentre mi sdegno ogni volta che il grande Omero sonnecchia.
(360)Ma in un'opera lunga è scusabile che di tanto in tanto s'insinui il sonno.La poesia è come la pittura, che a volte apprezzi da vicino e altre da lontano. Un quadro ama la penombra, quell'altro, che non teme l'occhio sottile del critico,vuole essere guardato in piena luce; uno piace solo una volta, l'altro piace e piacerà sempre

Rapidi fuggono gli anni

Ahimé fugaci, o Postumo, o Postumo, scorrono gli anni, né un animo devoto potrà impedire l’incalzante le rughe e la vecchiaia e alla morte inesorabile(5) neppure se tu placassi, o amico, con trecento tori tutti i giorni che passano, l'illacrimato Plutone, che il tre volte grande Gerione e Tizio tiene chiusi con la sua triste onda, che senza dubbio dovrà essere oltrepassata da tutti noi,(10) quanti fruiamo dei doni della terra, sia re sia umili coloni. Inutilmente ci terremo lontani dal cruento Marte e dai flutti infranti sul fragoroso Adriatico, (15)invano negli autunni temeremo l'Austro dannoso ai corpi Dovremo vedere il nero Cocito errante con lento corso e la stirpe infame di Danao e l'Eulide Sisifo, (20)condannato a eterna fatica. Bisognerà lasciare la terra e la casa e la sposa amata, e di queste piante che coltivi a parte gli odiosi cipressi, nessuna ti seguirà padrone per breve tempo. (25)Un erede più degno assumerà Cecubo conservato sotto cento chiavi e bagnerà il pavimento con il vino superbo migliore di quello della cena dei pontefici.

Orazio, epistola 1,1

Allora Bullazio che ne pensi di Chio, della famosa Lesbo, dell'elegante Samo, della reggia di Creso a Sardi, e di Colofone e di Smirne? Sono meglio o peggio della loro fama, nessuna di loro è inferiore al Tevere o al Campo Marzio?  O t'ha rapito il cuore una città di Attalo? O ti entusiasmi di Lèbedo nauseato di viaggi e del mare? Sai Lèbedo com'è: un villaggio piú deserto di Gabi e Fidene; ma io lí vorrei vivere (cong. irreale), dimenticando i miei, dimenticato da loro, e da riva guardare lontano il mare in burrasca. (incipit II libro Lucrezio) Certo nessuno si propone, fradicio di pioggia e fango da Capua verso Roma, di passare la vita in una capanna; nessuno, intirizzito dal freddo, ritiene le stufe e i bagni caldi il culmine della felicità terrena; neppure tu, se la violenza dell''Austero t'avesse travolto in mezzo al mare, venderesti la nave, raggiunta la riva attraverso il mare Eegeo. Quando sei sei sano, la bellezza di Rodi e di Mitilene ti serve come d'estate un mantello quando tira aria di neve, un bagno nel Tevere d'inverno o un braciere nel mese d'agosto. Finché è possibile e la fortuna ti sorride, Samo, Chio e Rodi è bene lodarle da lontano, a Roma. Qualunque ora lieta ti concedano gli dei prendila con riconoscenza, non rimandarne di anno in anno le gioie, affinché tu possa dire in qualunque luogo tu sia stato di aver vissuto bene, infatti se la ragione e la saggezza, e non il luogo che domina una vasta distesa di mare, scacciano gli affanni, colui che solca il mare muta il cielo, non l'animo. Un inquietudine impotente ci tormenta: andiamo per acque e terre inseguendo la felicità. Ma ciò che insegui è qui, a Úlubre, se non ti manca la ragione.

domenica 29 maggio 2011


Questo sicuramente chiedo a loro; quando avrenno raggiunto la maggiore età, costigate i miei figli, infliggendo loro questo stesso dolore che io infliggevo a voi, qualora vi sembrino prendersi cura delle ricchezze o di qualcos'altro pià del...la virtù, o qualora pensino di essere qualcosa senza volere nulla, biasimateli esattamente come io biasimavo voi, perchè non si prendono cura di ciò di cui dovrebbero, e perchè pensano di essere qualcosa senza essere nulla. E se farete ciò, io e i miei figli avremo ricevuto un trattamento giusto da voi. Ma ormai è temp odi andare, io a morire e voi per vivere; chi tra noi vada verso il destimo migliore è ignoto a tutti tranne che alla divinità.

Platone

PLATONE XXXII
Consideriamo anche sotto questo profilo, come vi sia una grande speranza che ciò sia un bene. Delle due cose il morire è l'una: o è come non sentire nulla e il morto non ha alcuna percezione, o, come si dice, che sia un cambiamento e un trasferimento dell'anima da questo luogo ad un altro. E se non vi è alcuna percezione, ma come nel sonno, qualora uno dormendo non veda nemmeno un sogno, la morte sarebbe un grande guadagno. Io infatti ritengo che se fosse necessario che uno, una volta scelta questa notte, nella quale ha dormito così profondamente da non vedere alcun sogno, e, dopo averla paragonata con gli altri giorni e le altre notti della sua vita, dopo averci riflettuto, dicesse quanti giorni e quante notti nella sua vita ha trascorso in modo più piacevole e più dolce di quella notte, io ritengo che, non il comune cittadino, ma il grande re le troverebbe assai facili da contare rispetto agli altri giorni e alle altre notti. Se dunque la morte è questo io dico che è un guadagno; e l'eternità, infatti, non mi sembra essere nulla di più che un'intera notte. Se invece, la morte è come il passaggio da un luogo ad un altro ed è vero quello che si dice, cioè ce lì vi sono tutti i morti, quale bene potrebbe essere migliore di questo, o uomini giusti? Se, infatti, uno, una volta giunto nell'ade, liberatosi di quelli che dicono di essere giudici, troverà i veri giudici, i quali anche lì si dice che amministrino la giustizia, Minosse e Radamanto ed Eaco e Trittolemo e glia altri tra i semidei che nella loro vita furono giusti, sarebbe dunque una cosa da poco questo trasferimento? E per stare con Orfeo, Museo, Esiodo e Omero quanto sarebbe disposto a pagare ciascuno di voi? Io voglio morire più volte se questo è vero, poichè per me sarebbe meraviglioso il soggiorno lì, qualora incontrassi palamede e aiace figlio di telamone e qualcun altro tra gli antichi morto con un giudizio ingiusto, confrontando le mie vicende con le loro, a quanto penso io, non sarebbe una cosa spiacevole. E la cosa più grande sarebbe passare il tempo scrutando e osservando quelli di la come quelli di qua, chi tra di loro è saggio e chi crede di esserlo ma non lo è. Quanto sarebbe disposto a pagare uno, o uomini giusti, per esaminare colui che guidò la grande spedizione conro troia e odisseo e sisifo e gli innumerevoli altri uomini e donne di cui si potrebbe dire? Sarebbe una cosa grandiosa discutere, stare con loro e interrogarli. In ogni caso, quelli di la non potrebbero uccidermi per questo: quelli di la, infatti sono più fortunati di quelli che sono di qua, e ormai per il tempo che resta sono immortale, se è vero ciò che si dice.
PLATONE XXXIII (riga 9-20)
Ma è necessario, o uomini giusti che anche voi abbiate buone speranze nei confronti della morte, e consideriate vera una sola cosa, e cioè che non vi è alcun male per un uomo buono nè da vivo nè da morto, nè le sue vicende sono trascurate dagli dei; e nemmeno le mie vicende di ora sono avvenute per caso, ma per me mi è chiaro ciò e cioè che morire e essere liberato dalle faccende sia la cosa migliore. Per questo il mio demone non è mai intervenuto ed io personalmente non provo alcun rancore verso chi mi ha votato contro e chi mi ha accusato. E non mi hanno votato contro e accusato con questa intenzione, ma credendo di danneggiarmi, per questo è giusto biasimarli.

tucidide

[30] Dopo questi eventi, quando si era ormai a metà dell'estate, si verificò la partenza alla volta della Sicilia. Alla maggior parte degli alleati e alle navi da trasporto e a tutto l'apparato bellico che seguiva era stato detto in precedenza di riunirsi a Corcira perché da là avrebbero attraversato riunite il mar Ionio, fino al capo Iapigio: gli Ateniesi invece, e, se vi erano degli alleati, dopo essere scesi al Pireo, nel giorno stabilito, all'alba [2] prepararono le navi per salpare.Scese insieme anche il popolo intero, per così dire, quello che c'era nella città, sia di cittadini che di stranieri, quelli del luogo accompagnando ciascuno i loro cari, chi i compagni, chi i parenti, chi i figli e andando al tempo stesso con speranza delle terre che avrebbero conquistato e con tristi presagi se mai li avrebbero rivisti, considerando che potente spedizione stavano inviando dalla loro terra. [31] Nella circostanza presente, quando ormai stavano per lasciarsi tra di loro nei pericoli, si facevano strada in loro pensieri più angosciosi di quando avevano deliberato di fare la spedizione. Ciò nonostante riprendevano coraggio dallo spiegamento di forze presente per la gran quantità di cose che vedevano. Gli stranieri invece e il resto della massa venne per la visione come di fronte a una iniziativa grandiosa e incredibile. Questa spedizione infatti, che per prima partì da una sola città con un esercito greco, fu la più imponente e la più ricca tra quelle di quell'epoca. [6] E infine la spedizione divenne famosa per lo stupore legato all'aufacia della spedizione e per lo splendore dello spettacolo non meno che per la superiorità dell'esercito rispetto a coloro che lo attaccavano e per il fatto che si allestì allora una spedizione gigantesca dalla patria e con una grandissima aspettativa per il futuro in relazione alla situazione presente.

domenica 8 maggio 2011

1. wife's sister -> sister in law
mother's brother -> uncle
mother's partner's son with a previous partner -> stepbrother
sister's husband -> brother in law
mother's brother's wife -> aunt
previous husband -> ex-husband
husband's mother -> mother-in-law
wife's father -> father-in-law

2.
However, his mum's a bit mad.
Despite being slow
as well as for its delicious food
but he can be bad-tempered
furthermore, I lost my job
Although he needed a holiday

3.
live so close .. live music
conduct an inquiry .. conduct
tear in her eye .. tear in the dress
row on the lake ... row
wind up the old .. wind blowing
present her with her .. present we bought
bow to Little John .. bow to King Richard

4.
shouldn't have shouted at him so angrily
could have gone to the match
might have taken a taxi
couldn't have spent money already
might have stolen her
broke the engagement off
should have gone to see her.

5
related to  suspicious of  good at/with  proud of  afraid of  fond of  capable of  allergic to  responsible for  famous for  annoyed about  shocked by

6.
Let's make it up! You know
put up with all those annoying
taken after his father
settle down and have a family
break off any sort of relationship
brought up his children
going out with Mary's younger
comes round to the idea that he
get on well with her mother
grows up she wants to be

7.
mean that she always pretend to have
bad tempered and often
disobedient? I told you not
reliable of my friends
strict and allowed me
children are so cheerful/lively
and is always careless
he was so tough to her
is rather selfish
don't be so bossy!

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